Come Riveste tratta il conto vendita dell'usato
Un suo cliente usa Riveste per l'angolo dell'usato del negozio. In questa nota trova le premesse su cui abbiamo costruito il programma, le norme su cui le abbiamo basate, e il registro che il programma le consegna. Le valutazioni fiscali restano sue: se nel suo studio si lavora in modo diverso, ce lo dica e adattiamo il registro.
In breve. Abbiamo costruito Riveste sul regime del margine (art. 36 del D.L. 41/1995). Il programma non emette documenti fiscali: al banco lo scontrino lo fa il registratore del negozio, per il prezzo pieno, sul reparto dell'usato. Riveste tiene, capo per capo, prezzo di vendita, quota della cliente e margine, e li consegna in un registro esportabile per il periodo che serve.
1. Cosa fa il negozio con Riveste
Le clienti portano al negozio capi usati, loro, da privati. Il negozio li espone e li vende in nome proprio e per conto della cliente: il capo resta della cliente finché non si vende, e il negozio non lo compra prima.
Quando il capo si vende, alla cliente spetta una quota del prezzo, in contanti oppure in un buono da spendere nel negozio. Le quote le decide il negozio; quelle che il programma propone di serie sono:
| Su un capo venduto a 100 euro | se prende un buono | se prende i contanti |
|---|---|---|
| capo portato da fuori | 70 euro | 40 euro |
| capo che aveva comprato nel negozio | 90 euro | 70 euro |
La scelta fra buono e contanti si fa al deposito, capo per capo, ed è scritta sulla ricevuta del deposito.
2. Le premesse su cui abbiamo costruito il programma
- Il regime del margine. I capi sono beni usati che il negozio vende per conto di privati: abbiamo quindi impostato Riveste sull'art. 36 del D.L. 41/1995, con il prezzo di acquisto pari alla quota che spetta alla cliente.
- Il buono come buono multiuso. La quota pagata in buono l'abbiamo trattata come un buono multiuso (artt. 6-bis e 6-quater del D.P.R. 633/1972): quando la cliente lo spende sulla collezione, per il programma è una vendita del negozio come le altre, pagata col buono.
- Chi porta capi con la partita IVA non è il caso per cui abbiamo costruito il programma: per quei capi immaginiamo un trattamento a parte, fuori da Riveste.
3. Cosa succede al banco
- Riveste registra la vendita: segna il capo come venduto, calcola la quota della cliente, la accredita nel suo buono o nei contanti da pagare, e stampa un documento di vendita non fiscale, con la foto del capo, che serve al reso.
- Il registratore telematico del negozio emette lo scontrino, per il prezzo di vendita pieno, sul reparto dell'usato. Al momento della vendita il programma lo ricorda alla commessa. Se il registratore non ha ancora quel reparto, lo imposta il tecnico che lo segue.
Riveste non emette documenti fiscali e non comanda il registratore, e registra solo i capi usati: se il cliente compra insieme un capo della collezione e uno usato, lo scontrino è uno, con le due righe sui loro reparti, e il programma tiene solo quello usato.
4. Cosa registra Riveste per ogni capo venduto
Per ogni capo il programma tiene il prezzo di vendita, la quota che spetta alla cliente e la differenza. Per esempio, su un capo portato da fuori e venduto a 100 euro:
| Se la cliente prende | Corrispettivo | Costo di acquisto (quota della cliente) | Margine |
|---|---|---|---|
| i contanti | 100 euro | 40 euro | 60 euro |
| il buono | 100 euro | 70 euro | 30 euro |
Dei buoni il programma tiene anche quanti ne sono stati emessi, quanti spesi e quanti restano da spendere.
5. I casi particolari che abbiamo previsto
- La vendita annullata subito (il cliente, alla cassa, scopre di non avere il portafoglio): il negozio la annulla entro un'ora e il registro non la riporta, perché al registratore non è stata battuta.
- Il cliente che riporta un capo comprato: l'abbiamo trattato come un riacquisto e non come uno storno, perché il primo incasso sul registratore resta. Il capo rientra costando quanto si è rimborsato, e quel costo diventa il costo di acquisto della rivendita; nel registro la riga porta la scritta [RIENTRATO].
- I capi del negozio (collezioni passate) esposti nell'angolo dell'usato: li abbiamo tenuti fuori dal registro del margine, perché sono stati comprati con fattura. Il programma chiede su quale reparto della cassa vanno battuti.
6. Il registro che il programma le consegna
Il negozio lo trova in Report → Giornale, per il periodo che serve (il mese, il mese scorso, o date a piacere), e lo salva col pulsante Esporta CSV (commercialista); si può anche stampare.
| Colonna | Cosa contiene |
|---|---|
| Data, SKU, Descrizione | Il capo venduto e il giorno della vendita |
| Modo | Buono o Contante: come viene pagata la quota alla cliente |
| Corrispettivo | Il prezzo di vendita, quello battuto sul registratore |
| Costo di acquisto | La quota che spetta alla cliente; per un capo rientrato, quanto è costato riprenderlo |
| Margine | Corrispettivo meno costo di acquisto |
Sotto le righe: i totali del periodo (corrispettivi, costi di acquisto, margine), il quadro dei buoni (emessi, spesi, da spendere) e quello dei contanti (maturati, pagati, da pagare).
Il registro non si compila a mano: il programma lo ricostruisce dai movimenti, è costruito a prova di manomissione, e in testa dice se è CERTIFICATO: se qualcosa venisse toccato, la scritta lo direbbe.
A sostegno di ogni capo c'è la ricevuta di deposito: nome della cliente, cellulare verificato con un codice SMS, i capi, il prezzo concordato, la quota, il modo (buono o contanti) e le condizioni accettate.
7. Cosa possiamo adattare
Le premesse qui sopra sono quelle con cui abbiamo costruito il programma. Se nel suo studio si lavora in un altro modo, il registro si adatta. Per esempio:
- il metodo di liquidazione (capo per capo o per periodo): il registro ha già i dati per tutti e due;
- colonne in più nel file, o un formato diverso per i suoi programmi;
- il trattamento dei buoni non spesi, o di casi che non abbiamo previsto.
Ci scriva a assistenza@riveste.shop: le sue indicazioni ci servono, e le modifiche al programma le facciamo noi.
8. Le norme su cui ci siamo basati
- Art. 36 del D.L. 23 febbraio 1995, n. 41: regime del margine per i beni usati.
- Artt. 6-bis, 6-ter e 6-quater del D.P.R. 633/1972, introdotti dal D.Lgs. 141/2018 (recepimento della Direttiva UE 2016/1065): buoni-corrispettivo monouso e multiuso.