Conviene mettere l'usato in un negozio di abbigliamento nuovo?

In breve

Conviene, a una condizione: che l'usato resti un angolo e non diventi il mestiere. Il margine continui a farlo sul nuovo; l'usato è il motivo per cui la cliente torna, con un buono in mano da spendere da te. Non è un mercatino: è il tuo negozio con un angolo in più, con i capi delle tue clienti, scelti da te.

Non è un mercatino

La paura di chi ha una boutique è una sola: diventare un negozio dell'usato. Non succede se l'angolo ha tre regole. I capi sono delle tue clienti, non comprati a lotti. Accetti solo quello che vuole la tua clientela, come fai per la collezione. E l'angolo ha il suo posto, la sua etichetta e il suo reparto in cassa: la cliente vede la differenza fra la collezione e l'angolo.

Zara, Sandro e Isabel Marant ritirano l'usato in negozio e danno un buono. Una boutique indipendente può fare la stessa cosa senza la loro struttura: col PC che ha, la stampante che ha e il cellulare della commessa.

I tre vantaggi

Le clienti tornano. Chi lascia un capo in deposito torna quando si vende, con un buono da spendere solo da te: in un giorno scelto da un SMS, non dai saldi. E quando torna, compra il nuovo.

L'invenduto trova posto. Nello stesso angolo metti le tue collezioni passate, con la stessa etichetta e il prezzo che decidi tu, senza outlet in vetrina.

Nessun capitale fermo. Il capo resta della cliente finché non si vende: non lo compri, non lo paghi prima, non lo tieni in magazzino.

I tre rischi, e come si evitano

L'immagine: si tiene con la selezione. Accetti solo capi all'altezza del negozio, e quello che non vuoi lo rifiuti al banco.

La cannibalizzazione: il buono si spende sulla collezione nuova. La cliente non entra per comprare usato al posto del nuovo; entra perché ha un buono, e il buono lo spende sul nuovo.

Il lavoro: quattro gesti fra una cliente e l'altra. La commessa fotografa il capo col cellulare, il programma stampa l'etichetta; alla vendita legge l'etichetta, il programma fa i conti e manda l'SMS. Niente fogli.

Il fisco, in breve

I capi delle clienti sono beni usati che il negozio vende per conto di privati: il riferimento è il regime del margine, art. 36 del D.L. 41/1995, con l'IVA sulla differenza fra il prezzo di vendita e la quota che spetta alla cliente. Lo scontrino lo fa il registratore del negozio, sul reparto dell'usato. Le collezioni passate restano fuori, con la loro IVA ordinaria. Il programma consegna al commercialista il registro con corrispettivo, costo e margine per ogni capo: la nota per il tuo commercialista è qui. Le valutazioni fiscali restano sue.

Un esempio su un capo solo

Una cliente riporta un vestito comprato da te. Lo rimettete in vendita a 100 euro, col buono: le quote che consigliamo, sul prezzo di vendita concordato al deposito, danno a lei 90 euro se il capo l'aveva comprato da te, 70 se viene da un altro negozio. Si vende a 100: 10 euro restano al negozio sull'usato, e 90 euro tornano in negozio come buono, spesi sulla collezione nuova. Il conto che conta non è il primo: è il secondo. È un esempio su un capo solo, non una promessa.

Cosa fa Riveste

Riveste è il programma con cui un negozio di moda apre il proprio angolo dell'usato. Si installa sul PC Windows che hai già e si affianca a cassa e gestionale; la commessa usa il cellulare, iPhone o Android, da una pagina web. Deposito, etichetta, vendita, buono, SMS e registro per il commercialista. I primi 30 giorni gratuiti, senza carta di credito; poi 20 euro al mese più IVA, i crediti a parte. Come funziona, con i conti, nella pagina Idee per il negozio di moda.

Domande e risposte

Serve un'autorizzazione per vendere usato in negozio?

Per il commercio di cose usate alcuni Comuni chiedono una comunicazione allo sportello delle attività produttive. Lo verifica il tuo commercialista, o il SUAP del tuo Comune, prima di aprire l'angolo.

Quanto spazio serve?

Uno stender e uno scaffale, con la sua insegna. L'angolo deve vedersi come angolo: è la differenza fra una boutique con un angolo in più e un mercatino.

Cosa accetto?

Quello che accetteresti in collezione: marche, stato e stile che vuole la tua clientela. Il no lo dici tu al banco. Il programma ti mostra a quanto vengono chiesti capi come quello, così il prezzo non lo indovini.

Devo pagare la cliente in contanti?

Solo se lo decidete al deposito, con una quota più bassa. La strada che conviene a tutti e due è il buono da spendere da te.

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