Conto vendita in boutique: come funziona, chi decide il prezzo, quanto si trattiene?
Il conto vendita è semplice: la cliente ti lascia un capo, che resta suo finché non si vende; tu lo vendi nel tuo negozio e le riconosci la sua parte. Le tre cose da fissare al deposito sono quanto riceve lei, concordato capo per capo e che non cambia più; come la paghi, in un buono da spendere da te oppure in contanti; e il prezzo del cartellino, che decidi tu. Le quote che consigliamo, sul prezzo di vendita concordato al deposito: col buono il 90% se il capo l'aveva comprato da te e il 70% se viene da fuori; in contanti il 70% e il 40%.
Il contratto, in due righe
Il conto vendita fra un privato e un negozio è un contratto estimatorio (art. 1556 del codice civile): la cliente consegna il capo, il negozio lo espone e lo vende in nome proprio e per conto della cliente, e il capo resta della cliente finché non si vende. Se non si vende entro il tempo concordato, torna a lei. Il negozio non lo compra prima e non lo paga prima.
Quello che conta sta tutto nella ricevuta di deposito: i capi, quanto spetta alla cliente, come viene pagata, e le condizioni. È il documento che evita ogni discussione dopo.
Chi decide il prezzo
Si parte dal fondo: al deposito si concorda quanto riceve la cliente per quel capo, e quella cifra non cambia più. Il prezzo del cartellino lo decide il negozio, perché conosce la sua clientela: si calcola dalla cifra concordata e dalla quota, e si può alzare quanto si vuole. Per abbassarlo serve un accordo nuovo con la cliente, perché toccherebbe la sua parte. Il programma glielo propone con un messaggio a due pulsanti: vale solo il suo sì.
Così la cliente non deve fidarsi: la sua cifra è scritta e non dipende da quanto il negozio venderà il capo.
Quanto trattiene il negozio
Non c'è una percentuale obbligatoria: le quote le decide il negozio, e può cambiarle anche per una sola cliente. Quelle che consigliamo sono quattro, su due assi, come la paghi e da dove viene il capo, sempre sul prezzo di vendita concordato al deposito:
| Quanto va alla cliente | capo di un altro negozio | capo comprato qui |
|---|---|---|
| se riceve un buono da spendere da te | 70% | 90% |
| se riceve i contanti | 40% | 70% |
Il comprato-qui vale di più perché su quel capo il negozio ha già fatto il suo margine una volta. Il buono vale di più dei contanti perché torna in negozio e si spende sulla collezione nuova. Comprato qui e pagato in contanti vale quanto capo da fuori e pagato in buono: la simmetria è voluta.
La ricevuta di deposito
Alla cliente resta una ricevuta, via email, con il suo nome, il cellulare verificato con un codice SMS, i capi, la cifra concordata, la quota, il modo scelto, buono o contanti, e le condizioni accettate. Il negozio non può cambiarla da solo. È la prova di quello che vi siete detti, per tutti e due.
Alla vendita
Quando il capo si vende, la cliente riceve un SMS: il capo è venduto e ha una cifra da spendere da te, oppure da ritirare. Il buono vale sul nuovo, a prezzo pieno. Chi non passa a ritirare lo vedi in un elenco, con quanto aspetta, e puoi ricordarglielo.
Un esempio su un capo solo
Una cliente porta un vestito comprato altrove e sceglie il buono. Concordate che a lei spettano 70 euro; il negozio mette il cartellino a 100. Si vende a 100: 70 euro vanno nel buono della cliente, 30 restano al negozio, e i 70 tornano in negozio quando lei li spende sulla collezione nuova. Se avesse scelto i contanti, a lei 40 euro e al negozio 60, ma nessun motivo per tornare. È un esempio su un capo solo, non una promessa.
Il fisco
I capi sono beni usati che il negozio vende per conto di privati: il riferimento è il regime del margine, art. 36 del D.L. 41/1995, con l'IVA sulla differenza fra il prezzo di vendita e la quota che spetta alla cliente. Lo scontrino lo fa il registratore del negozio, sul reparto dell'usato. Il negozio consegna al commercialista un registro con corrispettivo, costo e margine per ogni capo. Come funziona nel dettaglio, e cosa dice la legge, nella pagina Regime del margine per l'usato in un negozio di abbigliamento; la nota per il tuo commercialista è qui.
Cosa fa Riveste
Riveste è il programma con cui un negozio di moda gestisce il conto vendita delle proprie clienti. Ricevuta di deposito con cellulare verificato, etichetta con foto e codice stampata sulla stampante che hai, cartellino calcolato dal ricavo concordato, SMS alla vendita, buoni e contanti tenuti per cliente, registro per il commercialista: tutto questo non lo fai a mano, lo fa il programma. Si installa sul PC Windows che hai già; i primi 30 giorni gratuiti, senza carta di credito. Le idee e i conti nella pagina Idee per il negozio di moda.
Domande e risposte
Quanto dura il deposito?
Lo decidi tu nelle condizioni: di solito una stagione. Alla scadenza il capo invenduto torna alla cliente, o resta se siete d'accordo.
Posso cambiare il prezzo del cartellino?
Alzarlo sì, quando vuoi. Abbassarlo solo con il sì della cliente, perché cambia la sua parte: il programma le manda la proposta e vale solo la sua risposta.
E se il capo si rovina o sparisce?
Lo stabilisci nelle condizioni del deposito, e la cliente le accetta alla consegna. La regola più semplice è pagare la cifra concordata, come se si fosse venduto.
Il conto vendita vale anche per i capi di un'azienda o di un marchio?
È un altro caso, con un altro trattamento fiscale. Qui parliamo dei capi delle tue clienti, private: è per questo che è fatto l'angolo dell'usato.
Preferisci scrivere? info@riveste.shop: ti richiamiamo.